LO SPETTACOLO
Nell’ambito del progetto “Memorie dalle dighe”, l’Associazione Fil de Fer ha proposto alla Comunità e agli ospiti lo spettacolo teatrale “Scorri acqua scorri” sulla storia dell’idroelettrico in Val di Peio. La prima versione teatrale, tenutasi nelle serate del 30 e 31 luglio e nel pomeriggio del 1 agosto 2025 a Cogolo, presso la sala multimediale del parco Nazionale dello Stelvio, ha visto l’attenta partecipazione del pubblico che ha potuto rivivere vicende storiche ancora presenti nella memoria collettiva della Comunità, sopratutto delle persone più anziane della valle. La scrsità dei posti disponibili e le rimostranze di quanti non hanno potuto presenziare allo spettacolo, hanno indotto l’Associazione a riproporlo nelle serate del 20 e 21 agosto 2026 prersso il Teatro delle Terme di Pejo con una messinscena aggiornata e nuovamente il tutto esaurito di spettatori.
Con un coup de théâtre inaspettato le vicende narrate partono dal presente per poi scorrere a ritroso nel tempo, con filo conduttore l’acqua, impersonificata dalle attrici abbigliate con serici mantelli di tulle azzurra, e da una ragazzina, testimone curiosa e meravigliata nei vari episodi.
L’acqua, dopo un breve ma suggestivo excursus sugli usi tradizionali della stessa come forza motrice per i mulini, le segherie veneziane, i magli, trasporta gli spettatori agli anni ’50 quando si sta costruendo la diga di Pian Palù e dove Eliana subito incontra Giovanni, incaricato di recapitare le lettere agli operai del cantiere, perlopiù analfabeti e che vivono ammassati in baracche di legno. Lo straziante racconto di due vedove ci riporta alla triste vicenda delle morti premature a causa della silicosi contratta nelle gallerie. Un operaio spiega ad Eliana perché la realizzazione di questa diga abbia incontato tante difficoltà tecniche e sia stato necessario attendere il secondo dopoguerra per poter dare avvio ai lavori. Ora siamo nel 1925, con l’ultimo sopralluogo al Careser dell’Ingegner Crosti, tra i promotori dello sfruttamento idroelettrico del bacino del Noce, prima dell’avvio dei lavori che inizieranno l’anno seguente con la costruzione delle centrali di Malgamare e Cogolo e nel ‘28 con la diga vera e propria, che verrà terminata in tempi record nell’autunno del 1934. La testimonianza di un operaio della valle racconta gli stenti e le privazioni delle maestranze in un cantiere a 2600 metri di quota con i lavori che riprendevano ogni anno a primavera per chiudersi ad autunno inoltrato. Ancora un salto a ritroso e ci troviamo nel 1920, con l’Ingegner Crosti che illustra ai capi famiglia riuniti in Comune il progetto di sfruttamento a fini idroelettrici delle acque della Val di Peio. Nonostante il consenso da parte della popolazione, i lavori non partiranno in quanto nel dicembre del ‘23 arriva una notizia che scuote tutti: la tragedia del Gleno, raccontata da una donna di Cogolo, perpetua proprio nel paese spazzato via dal crollo della diga e scampata miracolosamente al disastro. Negli anni immediatamente precedenti la Prima Guerra Mondiale il Trentino è parte dell’Austria Ungheria e un giovane Ingegner Crosti viene accompagnato dalla guida alpina Moreschini nel suo primo sopralluogo in alta quota. Scoppia la guerra e i soldati di entrambe le parti si uccidono nell’anacronistica contesa delle vette, battaglie emblematiche per la conquista dei ghiacciai che alimenteranno le future dighe. Un ultimo balzo a ritroso nel tempo ci porta a Cogolo agli inizi del ‘900, nell’imminenza dell’inaugurazione della prima centralina a corrente continua, della potenza di ben …16 kW! Un episodio tra il serio e il faceto per raccontare i primi passi dello sfruttamento idroelettrico dell’acqua, con il complicato funzionamento dei generatori dell’epoca. A conclusione della rappresentazione un operaio, intento a sostituire le vecchie lampade a petrolio dell’illuminazione pubblica con le “nuove” lampadine elettriche, viene importunato e ironicamente apostrofato da una petulante e dubbiosa abitante del paese.
Alla realizzazione dello spettacolo hanno partecipato come attori nel 2025 diciassette soci, di cui otto donne, sei uomini, una ragazza e due ragazzi; a cui si sono aggiunti un attore professionista (solo nel 2025), una ballerina, la formatrice Marta Marchi e il regista Guido Laino. Nel 2026 si è aggiunta una giovane ballerina e una nuova formatrice in sostituzione di Marta.
FOTO 2025
VIDEO 2025
FOTO STORICHE
Recensioni
VitaTrentina 03 agosto 2025 PDF
Documenti
Documenti storici:
La diga del Gleno:
La vecchia officina elettrica del Comune di Cogolo:












































































































